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che cos'è la Proprietà Industriale e Intellettuale internet



RAPPORTO TRA NOMI A DOMINIO E DIRITTI
           DI PROPRIETÀ INDUSTRIALE

La necessità di un unico indirizzo IP per ciascun computer e la contemporanea possibilità di associarvi un nome a dominio, hanno scatenato una vera e propria corsa all'accaparramento, spesse volte abusivo, di nomi a dominio corrispondenti a marchi o nomi famosi sul mercato e/o nel mondo reale.
Tale circostanza è stata alimentata dal fatto che il principio cardine utilizzato dalle Registration Authority per la registrazione dei nomi a dominio è il cosiddetto first come first served; in altri termini, l'ente preposto attribuisce il nome a dominio all'utente che per primo inoltra la richiesta, senza verifi care se lo stesso sia legittimato alla registrazione oppure se il nome a dominio possa ledere diritti di terzi.

I bassi costi di registrazione dei nomi a dominio e la loro visibilità planetaria hanno inoltre esasperato i rapporti di concorrenza tra le imprese, nonché gli episodi di contraffazione.

Alla luce di quanto sopra, si capisce come la nascita di Internet abbia avuto un effetto dirompente sui sistemi giuridici, anche i più avanzati, cogliendo impreparati i giudici che, fino a quel momento, avevano fronteggiato i problemi della concorrenza sleale e della contraffazione soltanto con riferimento ai ben noti e "rassicuranti" segni distintivi tradizionali, cioè marchio, ditta ed insegna.
L'avvento di Internet ha temporaneamente tenuto in scacco i giudici, assolutamente confusi nell'inquadramento dei nomi a dominio sotto una o l'altra fattispecie giuridica.

Oggi, grazie all'esperienza maturata nei tribunali principalmente verso la fi ne degli anni '90, il Codice della Proprietà Industriale italiano (C.P.I.), entrato in vigore il 19 marzo 2005, ha dato un'identità ben precisa ai nomi a dominio, inquadrandoli come segni distintivi dotati di valenza autonoma (art. 22 C.P.I.) e risolvendo così la maggior parte dei problemi sorti in relazione alla loro tutela.

Da parte loro, le Registration Authority hanno adottato procedure amministrative di risoluzione delle controversie (UDRP, Uniform Dispute Resolution Policy) che consentono ai titolari dei marchi, con costi contenuti ed in breve tempo, di agire nei confronti di chi proceda alla registrazione illecita di un nome a dominio. Pur tuttavia, se si eccettuano i periodi di pre registrazione ("Sunrise period") precedenti al lancio di una nuova estensione, durante i quali la registrazione è riservata ai titolari di marchi, la procedura di registrazione dei nomi a dominio è rimasta sostanzialmente invariata ed è ancora basata sul criterio first come first served.
Da qui, la necessità di registrare tempestivamente marchi d'impresa e altri nomi commerciali su Internet.

Relativamente ai brevetti d'invenzione ed al diritto d'autore, non è tanto problematico il rapporto con i nomi a dominio, quanto con il contenuto dei siti.
Infatti, le problematiche di concorrenza sleale e contraffazione ineriscono sostanzialmente l'offerta in vendita, la riproduzione e la commercializzazione di prodotti tutelati da brevetti o protetti da diritto d'autore e pubblicati su siti Internet.
Ne consegue l'opportunità, da parte delle imprese, di monitorare costantemente la Rete, per reprimere sul nascere eventuali attività illecite, prima che le stesse possano procurare danni diffi cilmente risarcibili a causa della visibilità planetaria di Internet e della logica necessità di combattere su più fronti.


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