La pubblicità deve incuriosire, persuadere, farsi ricordare.
Chi opera nella comunicazione conosce bene questa regola fondamentale e ne tiene conto ogni volta che mette allo studio una nuova campagna pubblicitaria.
Ma la campagna deve anche essere 'veritiera e corretta' in quanto è uno strumento competitivo per cui soggetto alle norme della concorrenza.
Per attirare l'attenzione, si ricorre spesso a formule provocatorie che, soprattutto quando sorrette da buon gusto e senso della misura, diventano uno strumento sociale che arricchisce i programmi TV e colora le nostre vie e i nostri giornali.
Per persuadere, si mettono in campo quanti più dati è possibile per rendere preferibile un particolare prodotto o un particolare servizio: se ciò viene fatto correttamente, al consumatore viene fornito un utile strumento di scelta.
Per lasciare il segno, si studiano i parametri di marketing, come la frequenza del messaggio, idonei ad ottenere l'effetto voluto.
Perchè, inoltre, sia il cliente sia l'operatore pubblicitario guardino con serenità e fiducia all'investimento fatto e perchè la campagna non trovi ostacoli al proprio successo è fondamentale che accanto agli aspetti di marketing vengano valutati quelli relativi alla sua legittimità e opportunità dal punto di vista giuridico.
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È qui che la collaborazione di un esperto Bugnion si rivela preziosa: per valutare se e in quale misura la campagna pubblicitaria e gli elementi che la caratterizzano possano configurarsi come scorrettezza nei confronti della concorrenza o per valutare se 'il comune buon senso', possa renderli discutibili.
Non si tratta quindi solamente di controllare che la norma non venga violata, bisogna saperla interpretare, capire e prevedere le reazioni che la campagna può suscitare.
Perciò sono dedicati a questo settore professionisti specializzati.
Vi è poi un altro aspetto che è bene affrontare: occorre esaminare da un lato il coinvolgimento dell'immagine dell'Azienda in eventi o iniziative promossi da terzi, dall'altro individuare i limiti entro cui poter utilizzare, a scopo pubblicitario, immagini o pregi che appartengono ad altre aziende. In questo senso è determinante valutare i confini della libera disponibilità dei diritti altrui.
